Google rebrandizza Blogger e Picasa?
Dunque dunque… ho letto da poco su varie fonti, tra cui l’autorevole Mashable, che Google ha pianificato da qualche tempo di ritirare due tra i servizi più popolari di Google Blogger e Picasa per rinominarli Google Photos e Google Blog e integrarli pesantemente con il brand-new Google+.
Questa rebrandizzazione e futura integrazione (si parla di metà/fine agosto) di Picasa in particolare mi fa particolarmente piacere per vari motivi. Anzitutto sono un Google enthusiast purosangue, grato alla casa di Mountain View di aver favorito l’espansione e l’evoluzione di internet con un motore di ricerca straordinario, servizi gratuiti di qualità eccellente e un OS mobile che in questi giorni ha toccato il 50% del market share in meno di 4 anni di vita. Quasi meglio di Chrome per i browser.
Seconda cosa:sono un felicissimo utilizzatore di Picasa, che sfrutto come cloud backup per le foto scattate negli ultimi 6-7 anni che tengo private per default (quasi 10 giga di roba storati negli 80 gb acquistati che posso sfruttare per tutti i prodotti Google). E vi garantisco che dopo aver fulminato 2-3 hard disk ho escluso addirittura le penne usb per saltare su dropbox e google docs, e se state pensando al problema della privacy online, sappiate che per me è morto e sepolto già da un po’ di anni.
Con questa mossa Google fa capire che ha tutta l’intenzione di puntare su questo servizio, già aggiornato frequentemente e in continuo miglioramento.
Oltre a questo, Picasa ha un editor fotografico che è la sintesi dell’usabilità, riconoscimento facciale automatico, album collaborativi, sistema di permessi e privacy avanzati più un pacchetto di funzionalità che non hanno nulla da invidiare agli editor a pagamento. Per quanto mi riguarda, Flickr a confronto è antiquato e i vari smugmug, photobucket, webshots sono probabilmente più adatti a un circuito di Veri fotografi la cui forza è la community stessa.
Una delle funzioni in assoluto più utili che ha portato il social net di Google è l’instant upload da Android. In pratica TUTTE le foto e video che vengono realizzati, anche da N dispositivi (nel mio caso un Nexus1 e un GalaxyTab), sono automaticamente caricate in Google+ nel tag photo. In seguito possono essere rese visibili a cerchie selezionate. Per questo principio vale anche la retroattività, quindi per foto scattate prima della nascita di +.
L’introduzione di questo concetto elimina da un lato il gap tecnico portato da cavi, necessità di un pc, pulsanti share, trasferimenti, e dall’altro rende molto più immediato il processo di condivisione basato sulla vincente idea delle cerchie. In questo senso, Google cavalca il trend per i prossimi anni che prevede un aumento verticale del mercato mobile e del traffico generato. In breve, per il futuro i dispositivi mobili saranno sempre più indipendenti dai personal computer e sempre più dipendenti dal web.
L’integrazione della potenza e delle caratteristiche di Picasa in un social network già molto promettente come Google+ potrebbe davvero rappresentare un punto chiave per decretarne il successo considerando che le attività che girano attorno alle foto sono tra le più popolari su Facebook. W la convergenza.
Facebook farà molta fatica a colmare questo gap sia perchè al momento gestisce le foto in maniera a dir poco pessima (ed è normale essendo questa una funzionalità non centrale e che ha avuto un sviluppo diverso da un servizio dedicato come Picasa), sia per la sua strutturazione, che parte da un concetto di socialità diverso, basato sull’essere amici più che su differenti e indipendenti gruppi di persone.
Insomma, prevedo che con mosse del genere Google+ possa davvero pestare i piedi al gigante di Zuckerberg.
Pensate solo a una minima integrazione di servizi come: google books, scholar, music, voice, talk, alert, bookmarks, calendar, gmail, reader, notebook, docs, earth, news, translate, maps, checkout, shopping, adwords, adsense, analytics, sites, patents, base, finance, groups, youtube, picknik, eccetera, eccetera, eccetera.
Che ne pensate?
PS: come avete già intuito, non sono sostenitore della tesi Google = Evil.