Il tentativo di FB di uscire fuori dal suo stesso network tramite pulsanti Like disseminati un po’ in tutto il web ha causato discussioni infinite.

che ci resta da fare? provarlo, incollarlo ovunque e sperare che possa tornare utile a qualcosa. D’altra parte, se lo fan tutti…
Riguardo al famigerato pulsante Like di FB, linko questo interessante articolo che spiega di come Tripadvisor sia stato uno dei primi siti di etourism a integrare il pulsante su ogni scheda relativa a una struttura turistica, contribuendo ad aumentare la credibilità delle recensioni.
Interessante articolo di Stowe Boyd sul fatto che Facebook potrebbe non rappresentare il futuro della rete.
Tra i casini sulla privacy, i primi dubbi dei partner e degli sviluppatori (vedi caso Zynga e Farmville), pare che Facebook si stia facendo una gran brutta reputazione.
Dell’intervento di Boyd mi ha colpito in particolare questa frase:
Users will opt to spend more time in smaller, more specialized social networks, rather than a single, all-encompassing social context.
Effettivamente, anche per quanto riscontrato nel mio lavoro, è un trend che puo’ essere vero per particolari segmenti di utenti ma attualmente è impossibile ignorare gli otre 400 milioni di utenti attivi nel social net e le conversazioni che si generano.
D’altra parte, prevedo sarà impossibile per Facebook arrivare ad un livello di personalizzazione tale da permettere a qualunque tipo di utente con i relativi interessi di sfruttare il social network al massimo delle sue potenzialità.
E’ chiaro che un utente appassionato di mountain bike potrebbe trovarsi piu’ a suo agio in un social network nato e sviluppato esclusivamente attorno al suo interesse e frequentato da utenti con profili simili (caso di http://www.bikemap.net/)
Magari tra qualche anno ricorderemo Facebook come apripista per una serie di reti sociali interconnesse (network di social network) adatti a soddisfare qualunque tipo di interesse o esigenza informativa.
Interessante articolo sui 20 brand più discussi su Twitter aggiornati ad aprile 2010 (per un totale di 24,3 milioni di referenze).
Curioso il fatto che Twitter parla moltissimo di se stesso (36% dello share conversazionale con 8.76 milioni di menzioni). Seguono Youtube, Facebook, Apple e Google.
Lo strumento utilizzato per questo tipo di analisi è stato analytic.ly, nuovo servizio di PeopleBrowsr.

A questo è interessante collegare i primi 10 brand su Facebook per numero di utenti:
1) Facebook (9,024,542 Fans)
2) Starbucks (7,217,370 Fans)
3) Coca-Cola (5,529,595 Fans)
4) YouTube (5,082,221 Fans)
5) Disney (3,475,487 Fans)
6) Victoria’s Secret (3,436,811 Fans)
7) Converse (2,743,227 Fans)
8) McDonald’s (2,260,698 Fans)
9) H&M (2,045,964 Fans)
10) MTV (1,871,241 Fans)
Utile grafica per schematizzare l’evoluzione subita da Facebook dal 2005 ad oggi.
Per meglio comprendera la grafica, consiglio una rapida lettura dell’articolo originale di Matt McKeon che chiarisce alcune mosse del popolarissimo social network (e le dirette conseguenze per circa 400 milioni di utenti).

